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Dl Carburanti, Ruffino (Az): “Serve programmazione seria, non una rincorsa ai rincari”

“Azione esprime un voto contrario al ‘dl carburanti’ convinta che serva una programmazione concreta e non una continua rincorsa ai rincari. È opportuno osservare la fotografia che riguarda famiglie e comuni, a partire dai piccoli territori delle aree interne: basta prendere l’esempio di Giaveno, in Piemonte, che ha visto un aumento del 56% del gas, del 53% del gasolio, del 31% dei costi della luce. Al Comune, come a molti altri, occorrerà trovare risorse a bilancio, anche solo per scuole e palestre, mentre non sono aumentati i trasferimenti nei confronti degli Enti. È una quotidianità che riguarda anche le famiglie, costrette ad utilizzare l’auto, così come le associazioni che si occupano di garantire servizi alla popolazione”. 

Così Daniela Ruffino, deputata di Azione, intervenuta alla Camera sul decreto Carburanti.

“Azione propone da tempo soluzioni concrete per andare incontro a imprese e famiglie: sul meccanismo di formazione del prezzo dell’energia elettrica, riteniamo opportuno reintrodurre il prezzo equo per l'energia prodotta da fonti rinnovabili; abbiamo proposto di rafforzare il ruolo del GSE per rendere disponibile le energie rinnovabili attraverso contratti nel lungo periodo, quindi con prezzi più stabili e prevedibili; inoltre in merito agli Ets, chiediamo di destinare una quota maggiore di queste risorse alle imprese energivore per compensare una parte degli svantaggi competitivi e accompagnare gli investimenti per tecnologie più efficienti. Da tempo, inoltre, sosteniamo il ritorno del nucleare nel mix energetico nazionale, senza contrapporlo alle rinnovabili. La recente legge è l’apertura di un percorso normativo ma servono scelte rapide per programmare il futuro. La transizione ambientale non può tradursi in una perdita produttiva nel nostro Paese, con le nostre fabbriche che chiudono” -ha concluso Ruffino.




CORTEI: RUFFINO (AZ), NON C’È SOLO ASKATASUNA, PIAZZE PIENE IN TUTTA EUROPA

Dichiarazione dell’on. Daniela Ruffino, segretaria regionale di Azione in Piemonte:

     È fin troppo comprensibile la tentazione del governo di ridurre tutto a una questione di ordine pubblico. Messa così, la questione si risolve con una efficace strategia di prevenzione e tutte le tessere del mosaico vanno al loro posto. La realtà però si prende sempre le sue rivincite. Nei cortei di ieri, a Torino, non c’era solo Askatasuna, centro specializzato in guerriglia urbana. Secondo la Questura sono scesi in strada circa 30 mila manifestanti e alla fine della giornata si sono registrate 12 denunce e 256 identificazioni. Un bilancio positivo sul piano dell’ordine pubblico, ma un bilancio negativo per il governo. Significa che 30 mila persone, per lo più giovani e ragazzi, erano in strada a manifestare la loro rabbia per le difficoltà economiche, per il caro affitti, per la scarsità di mezzi economici e le tasse troppo alte all’Università. Temi concreti di una realtà bruciante che morde nella vita quotidiana. Oggi in Germania sono previsti in strada circa 160 mila persone a manifestare per le stesse ragioni dei ragazzi di Torino e di Roma. Alle forze dell’ordine va sempre il plauso dei cittadini per l’abnegazione e la professionalità con cui fronteggiano scenari di rabbia sociale, ma il governo ha il dovere di guardare oltre il muro delle violenze e trovare risposte al rancore di una generazione che sente di essere tenuta ai margini.




RUFFINO (AZ), ASKATASUNA GUASTA RAGIONI CORTEO TORINO

Dichiarazione dell’on. Daniela Ruffino, segretaria regionale di Azione in Piemonte:

     Un corteo pacifico e con alcune più che valide ragioni di protesta è stato guastato dai gruppi di antagonisti e da militanti di Askatasuna. A Torino si ripetono con una frequenza intollerabile scene di guerriglia urbana, di aggressioni alle forze dell’ordine e devastazioni che stanno minando la vita sociale della città. È finito il tempo delle condanne declamate. Il mondo dell’antagonismo non chiede di essere ascoltato per essere capito: la loro linea è di contrapposizione netta e totale alle istituzioni democratiche. I loro nemici sono i manifestanti pacifici, quelli che rivendicano diritti e lo fanno nel rispetto della logica istituzionale. Studenti e lavoratori hanno mille ragioni di protestare, ma devono difenderle isolando l’universo dell’antagonismo e Askatasuna perché con le loro azioni umiliano e cancellano quelle ragioni. Non mi stancherò mai di rinnovare la gratitudine e l’apprezzamento alle forze dell’ordine. Se una manifestazione pacifica può svolgersi senza incidenti è anche grazie alla grande professionalità delle donne e degli uomini in divisa.

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