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Ruffino (Az), la cassa integrazione per Promitecs non basta
"Si deve aprire un tavolo al Mimit, manca una visione strategica"
TORINO- Gli esponenti di Azione Daniela Ruffino e Fabrizio Benzoni chiedono con una interrogazione in commissione Attività produttive alla Camera di "aprire un tavolo al Mimit sulla crisi Primotecs, perché la cassa integrazione non è sufficiente". "Oggi abbiamo interrogato il Ministero delle Imprese e del Made in Italy - spiegano Ruffino e Benzoni - in merito alla grave crisi aziendale che ha colpito la PrimoTecs di Avigliana, dove 160 lavoratrici e lavoratori rischiano di perdere il posto di lavoro. L'accordo che consente il ricorso alla cassa integrazione straordinaria fino al 31 dicembre 2026 è un primo passo importante per la tutela dei lavoratori, ma non può essere l'unica risposta. Serve con urgenza l'apertura di un vero tavolo industriale, capace di restituire una prospettiva concreta e una visione di futuro al sito produttivo di Avigliana, con l'obiettivo di tornare a produrre e a creare lavoro, non soltanto di gestire una fase di ricollocazione". "Quello che oggi manca - affermano - è una visione strategica di Paese: ogni giorno assistiamo all'emergere di nuove crisi aziendali, segnale evidente di una fragilità strutturale che non può essere affrontata esclusivamente con misure tampone. È necessario un cambio di passo nelle politiche industriali per difendere occupazione e tessuto produttivo".
RUFFINO (AZ), OK CONDANNA UNANIME VIOLENZE, MA TORINO NON È ASKATASUNA
Dichiarazione dell’on. Daniela Ruffino, segretaria regionale di Azione in Piemonte:
Apre alla speranza sapere che tutte le forze politiche senza distinzioni (compresa Avs, colpevole però di leggerezza) esprimono una condanna piena e senza sfumature contro la violenza omicida andata in scena ieri per le vie di Torino ad opera di quelle che giustamente il ministro Crosetto chiama “bande armate”. Sono criminali e non esprimono alcun dissenso politico: criminali da trattare come tali. Alla Polizia di Stato va la gratitudine di ogni torinese e di tutte le forze politiche perché, fra mille difficoltà e con una professionalità degna di ammirazione, ci hanno mostrato ancora una volta che cosa significa mantenere l’ordine pubblico e la sicurezza in una società democratica.
Oggi mi preme sottolineare che Askatasuna non è il biglietto da visita di Torino. Una banda di criminali non rappresenta una città operosa, con i problemi tipici di ogni area urbana ma che ha mostrato una straordinaria resilienza alle tante sfide di questi anni, prima fra tutte la crisi e il tracollo dell’industria dell’auto. La politica, non solo a Torino, ha il dovere di mettersi a correre per evitare lo sfaldamento di una società sottoposta a spinte centrifughe. La coesione sociale rimane un valore da custodire sempre, senza distinzioni politiche. Alimentare la paura non porta consensi, allo stesso modo non ne porta accendere ingenue speranze. Per tutti dovrebbe essere il tempo della concretezza.
RUFFINO (AZ), DA ASKATASUNA VIOLENZA CIECA, SOLIDARIETÀ A FORZE ORDINE
Dichiarazione dell’on. Daniela Ruffino, segretaria regionale di Azione in Piemonte:
A nome di Azione esprimo solidarietà e vicinanza alle forze dell’ordine chiamate a fronteggiare la violenza cieca di chi non avendo idee e opinioni pensa di esprimersi con bombe carta e lancio di sassi contro le forze dell’ordine. Askatasuna e gli altri centri sociali convenuti a Torino sono i peggiori nemici di chi esprime il proprio dissenso politico con la forza delle idee e delle proposte.
Voglio credere che le forze politiche della sinistra sapranno esprimere un giudizio di condanna per quanto è accaduto. Torino è una città con forti tradizioni liberali e democratiche e non merita lo spettacolo oltraggioso visto ancora oggi.
