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RUFFINO (AZ) SIULP TORINO DICE FESSERIE SU CONVEGNO CON VANNACCI

Dichiarazione dell’on. Daniela Ruffino, segretaria regionale di Azione in Piemonte:

     Il segretario provinciale di Siulp a Torino, Eugenio Bravo, dice un cumulo di fesserie. Il fatto stesso di non distinguere un convegno sindacale da un corso di aggiornamento professionale la dice lunga sulla sensibilità istituzionale di questo signore. Gli riesce di fare anche peggio quando invoca la libertà sindacale (da nessuno contestata a Eugenio Bravo) e il pluralismo delle idee. È talmente pluralista da invitare un solo esponente politico, Roberto Vannacci. Bravo vende merce avariata e pretende che gli venga riconosciuta per buona.




RUFFINO (AZ), CONTRO RISCHIO IMMOBILITÀ, MISURE SOSTEGNO PER IMPRESE PIEMONTESI

Dichiarazione dell’on. Daniela Ruffino, segretaria regionale di Azione in Piemonte:

     Il rapporto di Confartigianato Piemonte fotografa le difficoltà del presente, e quantifica in circa 2,118 miliardi le maggiori spese che si abbatteranno sulle imprese piemontesi a causa dei rincari provocati dai costi dell’energia e dalla siccità. Il rapporto Giorgio Rota 2026, dedicato quest’anno a Torino, contestualizza le difficoltà di oggi come il risultato della profonda trasformazione subita da Torino e dal Piemonte nel passaggio da un sistema costruito attorno alla grande impresa a un tessuto fatto di piccole e medie imprese, con una forte vocazione all’innovazione tecnologica. È un quadro di oggettive difficoltà e le istituzioni locali, Comune e Regione, hanno l’assoluta necessità di muoversi in piena sintonia rispetto al governo nazionale. I provvedimenti tampone fin qui messi 8n campo da Roma sono palliativi, impongono costi notevoli per i contribuenti con scarsi benefici. Il rapporto Rota focalizza in una transizione industriale, lunga e ancora incompiuta, il declino nella produzione di valore aggiunto: a Torino è stata di 188 euro contro i 10000 di Milano e i 6000 di Bologna. Sono dati da valutare con freddezza, lasciando da parte l’inutile speculazione politica per concentrarci sulle cose da fare. L’economia del Piemonte ha sofferto più delle altre Regioni del Nord e questa ragione deve portare Comune e Regione ad agire con la necessaria sintonia istituzionale  per sollecitare il governo nazionale a intervenire con provvedimenti mirati. Non c’è un “caso Piemonte”, il compito di noi politici è di evitare che possa esserci.




Ruffino (Az): “Giorgetti riferisca in Parlamento su Banca di Asti: pretendiamo trasparenza”

“Il Ministro dell’Economia venga a riferire in Parlamento sulla vicenda che ha coinvolto il presidente della Banca di Asti, Maurizio Rasero, contemporaneamente sindaco della città.

Le dimissioni annunciate oggi dalla presidenza della banca non possono essere considerate la conclusione della vicenda. Al contrario, impongono una domanda molto semplice: perché si è dovuti arrivare fino a questo punto?”.

Lo ha chiesto in aula alla Camera Daniela Ruffino, deputata e segretaria di Azione in Piemonte, chiedendo un’informativa urgente al Ministro dell’Economia e delle Finanze.

“Per mesi - ha proseguito Ruffino - è stata sostenuta la piena legittimità del doppio incarico. Il Consiglio comunale di Asti è stato chiamato addirittura a pronunciarsi su una contestazione formale di incompatibilità. Poi è intervenuta la Banca d’Italia. E quando l’Autorità di vigilanza chiede alla banca una precisa road map per risolvere la situazione e arriva a prospettare una procedura di decadenza, non siamo più davanti a una polemica giornalistica o allo scontro tra maggioranza e opposizione: siamo davanti a una questione istituzionale sulla quale il Parlamento ha il diritto di conoscere la verità. Per questo le dimissioni non bastano. Non basta lasciare una poltrona per cancellare ciò che è accaduto nei cinque mesi precedenti”.

“Vogliamo sapere che cosa abbia rilevato esattamente la Banca d’Italia nella verifica sui vertici della Banca di Asti e quali criticità abbiano determinato la richiesta di scegliere una strada precisa e perché sia stata prospettata la possibilità di una decadenza. E, soprattutto, vogliamo capire come sia stato possibile arrivare a una situazione nella quale il sindaco di una città ricopriva contemporaneamente la presidenza di una banca così profondamente legata al territorio che quello stesso sindaco amministra” - ha affermato Ruffino.

“Quando sono in gioco la credibilità delle istituzioni, la governance di una banca e la tutela del risparmio, il criterio non può essere soltanto quello di arrivare all’ultimo momento utile e dire: ‘Ho scelto la città’. La città - ha osservato la deputata di Azione - andava tutelata prima. La banca andava tutelata prima. La credibilità delle istituzioni andava tutelata prima”.

Infine “c’è una questione ulteriore che deve essere chiarita: il sistema delle nomine e i rapporti tra Comune, Fondazione e Banca di Asti. Occorre ricostruire con assoluta trasparenza chi abbia nominato chi, quali valutazioni siano state compiute prima della designazione e quali controlli siano intervenuti successivamente. Non per alimentare sospetti, ma precisamente per eliminarli. Vogliamo sapere che cosa sapesse il Ministero, quali interlocuzioni vi siano state con le autorità competenti e quali iniziative intenda assumere affinché vicende analoghe non possano ripetersi. Le dimissioni chiudono un incarico. Non chiudono il caso. E soprattutto non cancellano una domanda che oggi è ancora più forte di ieri: se era tutto perfettamente compatibile e non esisteva alcun problema, perché si è arrivati all’intervento della Banca d’Italia e, infine, alle dimissioni? A questa domanda il Governo deve dare una risposta. In Parlamento, pubblicamente e con tutti gli atti sul tavolo”.




TAV: RUFFINO (AZ), SURREALE CONTESTARE PROGETTO APPROVATO DA TUTTA EUROPA

Dichiarazione dell’on. Daniela Ruffino (Azione):

     Fra un paio d’anni saranno trascorsi 40 anni da quando, per la prima volta, si è parlato di un collegamento ferroviario transeuropeo, finanziato per circa il 40% dall’Unione europea, con l’obiettivo di collegare 16 Paesi, da Lisbona a Kiev. Quel progetto è stato discusso in tutte le sedi, sono state ascoltate e spesso accolte le osservazioni che venivano dalle amministrazioni comunali, dalle associazioni ambientaliste e dai comitati No Tav. Il progetto è stato cambiato più volte, proprio accogliendo suggerimenti e proposte in alcuni casi migliorative.

     La Tav, o per dire meglio, la Tac (Treno ad alta capacità) ha fatto progressi in tutti i Paesi interessati, fra contestazioni ma anche approvazioni da parte delle diverse associazioni. In Italia, ci piace fare i fenomeni: con i cantieri aperti e centinaia di lavoratori occupati, si vorrebbe rimettere in discussione l’opera, come si è visto oggi in Consiglio regionale a Torino. Davvero qualcuno nelle opposizioni crede che sia ancora il tempo di sfogliare la margherita per decidere se fare o non fare la Tav? Davvero le opposizioni ritengono di costruire così l’alternativa? Azione ritiene la Tav decisiva, al pari di altre grandi opere finanziate e concordate con l’Europa, completare la realizzazione di questa infrastruttura. Essa è il simbolo di ciò che significa essere europei.




RUFFINO (AZ), MELONI SI IMPEGNI IN UE A DIFESA RISICOLTORI ITALIANI

Dichiarazione dell’on. Daniela Ruffino, segretaria regionale di Azione in Piemonte:

     Da Vercelli a Novara, da Novara a Biella migliaia di persone lavorano alla raccolta e alla produzione di quei chicchi bianchi amati in ogni cucina. Sono i risicoltori, sono loro che hanno prodotto 620 mila tonnellate di un alimento apprezzato e conosciuto fuori dall’Europa per la sua qualità eccellente e per la sicurezza sanitaria. È giusto celebrarli, come ha fatto oggi la presidente Meloni, ma è anche giusto ricordare che quelle qualità da tutti apprezzate costano care ai produttori piemontesi costretti a subire la concorrenza sleale dei risicoltori del Sud Est asiatico. Da quelle regioni arriva un prodotto di pregio decisamente inferiore, coltivato con l’uso di fitofarmaci e altri prodotti severamente vietati in Europa. I risicoltori piemontesi sono stati lasciati soli a fronteggiare una concorrenza sleale, frutto di vecchi accordi commerciali che vanno assolutamente rivisti e aggiornati. Succede per il riso quello che vediamo nell’olivicoltura. Bene ha fatto il presidente Cirio a sollecitare la presidente Meloni perché attivi la Commissione europea per tutelare i risicoltori. Non è irrilevante ricordare che il 75% delle superfici coltivate risulta coperto da polizze assicurative per un valore economico di oltre 750 milioni di euro. L’Unione europea non può rimanere a guardare. È in casi come questi che il cittadino può apprezzare l’appartenenza all’Europa.

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