Bando Vivomeglio della Fondazione CRT

 


Il bando Vivomeglio della Fondazione CRT è uno strumento dedicato al miglioramento della qualità della vita delle persone con disabilità. Attraverso questa iniziativa, la Fondazione sostiene progetti che promuovono autonomia, partecipazione attiva e inclusione, riconoscendo le persone con disabilità non come semplici destinatarie di servizi, ma come protagoniste dei propri percorsi di vita, coinvolte nelle scelte e nella progettazione delle attività che le riguardano.

Dal 2005 a oggi, Vivomeglio ha reso possibili migliaia di interventi sul territorio, con oltre 2.967 iniziative finanziate e un investimento complessivo di circa 33 milioni di euro. Il bando si fonda sui principi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e sulla Classificazione ICF dell’OMS, che interpretano la disabilità come il risultato dell’interazione tra la persona e un contesto non sempre adeguatamente accessibile. In questa prospettiva, l’obiettivo non è soltanto sostenere la persona, ma anche trasformare gli ambienti e i contesti di vita per renderli più inclusivi.

Vivomeglio si inserisce inoltre nel quadro dell’Agenda della Disabilità della Fondazione CRT e si collega alla più recente Riforma della disabilità (D.Lgs. 62/2024), contribuendo alla costruzione di percorsi di vita personalizzati. Le azioni sostenute si sviluppano attorno a sei grandi ambiti: l’abitare in contesti inclusivi, il supporto alle famiglie, la partecipazione alla vita del territorio, il lavoro e la crescita professionale, l’apprendimento dentro e fuori la scuola e, infine, la cura e l’accesso ai servizi sanitari e sociali.

L’edizione 2026 introduce alcune novità significative. Viene dato particolare rilievo ai progetti che integrano approcci trasversali e innovativi. Tra questi rientra l’uso dell’innovazione digitale e del design universale, con tecnologie e servizi pensati fin dall’inizio per essere accessibili a tutti, come strumenti di comunicazione aumentativa alternativa, soluzioni di intelligenza artificiale a supporto cognitivo, domotica per l’autonomia, applicazioni per la mobilità e percorsi di alfabetizzazione digitale inclusiva.

Un altro ambito centrale riguarda l’accessibilità degli ambienti e la promozione di una cultura inclusiva, che passa attraverso la formazione di professionisti come architetti, urbanisti, progettisti di servizi digitali, dirigenti scolastici e responsabili delle risorse umane, oltre ad attività di mappatura degli spazi, audit di accessibilità e percorsi di sensibilizzazione delle comunità. Grande attenzione viene inoltre data alla comunicazione inclusiva, alla media literacy e alla produzione di contenuti accessibili.

Un elemento particolarmente rilevante è anche la progettazione partecipata, secondo il principio “Nulla su di noi senza di noi”, che prevede il coinvolgimento diretto delle persone con disabilità nella co-progettazione, nella gestione o nella valutazione degli interventi, in linea con quanto previsto dalla Convenzione ONU.

Per quanto riguarda gli aspetti economici, il contributo massimo sale da 30.000 a 40.000 euro, a riconoscimento della maggiore complessità dei progetti e del livello di maturità raggiunto dal territorio. Inoltre, viene introdotto l’obbligo di destinare almeno il 10% del contributo alla raccolta e analisi dei dati, con l’obiettivo di monitorare in modo strutturato i benefici, il coinvolgimento delle persone con disabilità e l’impatto delle iniziative. Non è più previsto invece il vincolo di destinare una quota alla comunicazione.

Restano invece invariati il cofinanziamento minimo del 34% in risorse monetarie e l’obbligo di partenariato, che deve prevedere un ente capofila e almeno due partner.

Possono partecipare al bando gli enti che, per statuto, operano specificamente nel campo della disabilità. I progetti devono essere realizzati in Piemonte e Valle d’Aosta, anche se possono candidarsi enti con sede in altre regioni, purché le attività si svolgano nei territori indicati. Fanno eccezione solo le iniziative legate ai soggiorni estivi. Le progettualità devono essere costruite in una logica di collaborazione tra soggetti del territorio e contribuire ai valori fondamentali promossi dalla Fondazione CRT: accessibilità universale, inclusione sociale e piena cittadinanza delle persone con disabilità.

La scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 15 luglio 2026.

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