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RUFFINO (AZ) A SALVINI, QUALCUNO CERCA UN MINISTRO CON CUI DIALOGARE

Dichiarazione dell’on. Daniela Ruffino (Azione):

     Qualcuno dei ministri, se non proprio la presidente del Consiglio, ha mai pensato di sfidare i ragazzi che protestano invitandoli a un confronto diretto per capirne le ragioni, se ne hanno? Il giorno dopo le scene di violenza, intollerabili in una democrazia, non basta appellarsi alla logica per cui “chi rompe paga” (come dice Salvini) “e i cocci sono suoi”. Vero, e sono d’accordo: una volta individuato, il responsabile che ha fracassato una vetrina o il parabrezza di un’auto deve essere chiamato a rifondere i danni. Attenzione, però: i cocci, se con questo si vuole intendere le conseguenze sociali, non sono soltanto suoi ma sono di tutti noi.

     Da ottobre 2022 il governo procede con decreti sicurezza in materia di ordine pubblico. Parte, cioè, dal presupposto che ogni manifestazione che degenera in atti di violenza, sia un problema di ordine pubblico e una volta riaffermato il monopolio dello Stato nell’uso della forza, tutto il resto sparisce. Il carovita, gli affitti alle stelle, gli stipendi poveri (secondo Istat sono circa 6 milioni gli italiani che lavorano e guadagnano meno di 1000 euro al mese), insomma la cenere che cova sotto il fuoco di dichiarazioni inneggianti ai miracoli economici di questo esecutivo, prima o poi finisce per innescare il fuoco sociale. Oggi c’è una generazione condannata a una frustrazione senza via d’uscita, perché nessuno è in grado di indicare una soluzione concreta, praticabile e sostenibile sul piano finanziario per dare sollievo a chi versa nella povertà. Pensare di aumentare il numero di poliziotti può essere utile (magari farei aumentare prima lo stipendio di quelli che ci sono) ma è solo un pezzo della risposta. La politica deve poter dare risposte più solide e meno precarie, e fino a oggi questo governo non c’è riuscito.




RUFFINO (AZ) A STUDENTI, MANIFESTATE È UN DIRITTO, LA VIOLENZA LO CANCELLA

Dichiarazione dell’on. Daniela Ruffino, segretaria regionale di Azione in Piemonte:


     Gli studenti che manifestano per le strade e le piazze di Torino e di Roma hanno le loro ragioni, valide o meno., per farlo. Quelli che devastano le scuole distruggono computer e lanciano pietre contro le forze dell’ordine cancellano tutte le ragioni delle manifestazioni. Sono valide le ragioni di coloro che manifestano contro il carovita, gli affitti troppo alti, l’inadeguatezza dei servizi scolastici: sono motivi più che validi per richiamare l’attenzione del governo  sull’insufficienza della politica scolastica. Chi soffia sul fuoco, e contrappone quelle esigenze legittime alle spese, non meno legittime, per migliorare la nostra difesa. Non sono spese per la guerra, ma per evitare che ci sia. Il sistema dell’istruzione ha bisogno di investimenti e di risorse, e viene invece trascurato dai governi (non solo da questo va detto) perché poco redditizio sul piano elettorale. Nel Dpb del governo ci sono risorse uguale a zero, mentre se ne trovano per soddisfare le categorie elettoralmente sensibili. E su questo gli studenti hanno buone ragioni per farsi sentire. Ma distruggere e devastate le cancella e trasforma la scuola in un problema di ordine pubblico. Non è così, come dovrebbero sapere Meloni e il ministro Valditara

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