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Dl Pnrr, Ruffino (Az): “Speso ma non funzionante: così fallisce la riforma”
“Parlando di Pnrr è lecito chiedersi: stiamo usando il piano per trasformare realmente il Paese o solo per spendere le risorse? Risorse che arrivano per il raggiungimento delle milestone, ma che ancora non rendono il piano realmente funzionante sui territori. L’obiettivo era chiaro: promuovere una trasformazione strutturale: spesso, però, è stato interpretato come un piano di spesa anziché di riforma”.
A dichiararlo è Daniela Ruffino, deputata di Azione, intervenendo alla Camera sulla fiducia al decreto Pnrr.
“Il risultato - prosegue Ruffino - è evidente: amministrazioni sovraccariche, già in difficoltà e ritardi che si concentrano dove il sistema è più fragile. Il segnale è che il sistema non è stato messo nelle condizioni di funzionare in modo uniforme: il Pnrr non si realizza nei ministeri, ma nei territori che spesso sono fatti da amministrazioni piccole, chiamate a gestire interventi complessi con tempi stringenti. E il successo del piano, lo sappiamo, non si misura soltanto nel numero dei progetti finanziati, ma su quelli che effettivamente possono essere gestiti: il rischio, quindi, è che si costruiscano opere che non funzioneranno pienamente. Pensiamo a ciò che accade ai comuni e alla capacità di spesa, immaginando un social housing o un asilo nido: la gestione di tutto questo prevede del personale, ma ci sono dei tetti che non possono essere sforati. Come verranno gestiti questi servizi?”
Secondo Ruffino “c’è anche il tema della sanità territoriale: stiamo investendo sulle case di comunità per rafforzare la medicina di prossimità ma chi lavorerà in queste strutture? Mancano medici e infermieri ormai su scala nazionale, con una carenza ancor più pesante nelle aree decentrate. Non si possono creare contenitori senza contenuto”.
“Il Pnrr non è solo una sfida amministrativa. È una sfida politica e richiede tre condizioni fondamentali: rafforzare la capacità amministrativa, soprattutto nei piccoli comuni; selezionare meglio gli interventi, puntando sulla qualità;
garantire la sostenibilità nel tempo delle opere realizzate. Se anche una sola di queste condizioni viene meno, il rischio è quello di non cogliere questa occasione” - conclude la deputata di Azione.
