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Hikikomori, Ruffino (Az): “Il fenomeno è preoccupante, la politica ha il dovere di occuparsene”

“La politica ha il dovere di occuparsi del ritiro sociale giovanile volontario e il fenomeno conosciuto come ‘Hikikomori’. È impressionante, riguarda quasi 200 mila giovani ma può coinvolgere 800 mila persone considerando anche la presenza delle loro famiglie che vivono altrettanto disagio. Per questo motivo si deve parlare di prevenzione, promuovere progetti di intervento e favorire tutte le misure di supporto psicologico verso i giovani che hanno scelto di non uscire dal proprio ‘guscio’, evitando il contatto con la società. La mia proposta di legge va in questa direzione e prevede anche un fondo ad hoc, con una particolare attenzione alle fasce più deboli della popolazione che, come emerso dalla conferenza di oggi, sono maggiormente colpite”.

Così Daniela Ruffino, deputata di Azione, a margine della conferenza stampa alla Camera in cui è stata presentata la sua proposta di legge sugli Hikikomori assieme al convegno internazionale sul ritiro sociale in adolescenza, intitolato “Quando il silenzio parla” che si svolgerà a Milano il 18 e il 19 aprile. 

“È necessario parlare di prevenzione e intervenire in tutte le strutture educative, come la scuola, che ancora non sono pronte e strutturate per affrontare un problema che non può rimanere sotto traccia. Ci sono anche dei ragazzi che reagiscono ad una società non accogliente, il loro silenzio non trova parole e questo fenomeno, soprattutto dopo la pandemia, è cresciuto, cambiato e peggiorato. Il ritiro è sì silenzioso, ma sempre più visibile” - ha proseguito Ruffino. 

“Allora dove deve intervenire la politica? Una democrazia si misura da chi sceglie di ‘vedere’ e con la mia proposta di legge ho cercato di condividere il progetto dentro e fuori dal Parlamento - afferma la deputata di Azione -. Oggi abbiamo delle esperienze importanti, delle competenze, ma non organizzate in un sistema, e gli interventi arrivano, spesso, troppo tardi. Serve una struttura nazionale che monitori continuamente il fenomeno, che formi degli psicologi, degli operatori e dei docenti e che costruisca dei centri diurni come avvenuto in Piemonte. Da parte mia e degli specialisti presenti oggi, ci sarà un impegno con i Comuni e le Regioni per lavorare insieme. L’obiettivo è di approvare questa legge entro la fine della legislatura. Non possiamo permetterci ritardi”.




Imprese, Ruffino (Az): “Piemonte resti protagonista, il cambiamento va governato a tutti i livelli” 

“Il Piemonte ha tutte le carte in regola per restare protagonista del sistema industriale italiano: ci sono le competenze, le infrastrutture e c’è una forte tradizione produttiva. Queste risorse, però, devono essere sostenute con politiche adeguate a fronte di enormi cambiamenti che stanno mettendo a rischio l’intero mondo delle imprese”. 

Lo ha dichiarato Daniela Ruffino, deputata e segretaria di Azione in Piemonte, intervenuta al congresso Congresso Fismic Confsal a Torino.

Secondo Ruffino “uno dei settori maggiormente colpiti dalla transizione ecologica industriale è quello dell’automotive. Torino e il Piemonte sono ‘madri’ del settore che versa, in tutto il nostro Paese, in uno stato di crisi senza precedenti. In quest’ottica, il ruolo del sindacato e della contrattazione è fondamentale così come quello della politica che ha il dovere di supportare in maniera adeguata il cambiamento a sostegno dell’intera filiera, delle eccellenze e dell’occupazione. Come Azione seguiamo con la massima attenzione il mondo delle imprese e, soprattutto, il settore automotive. In Parlamento, a partire dal nostro segretario Carlo Calenda, abbiamo chiesto risposte concrete al governo, soprattutto al ministro Urso: risposte che, però, si sono rivelate insufficienti”.

“Torino ha perso 40 mila lavoratori e 500 aziende: è un colpo durissimo all’industria locale e italiana. Una sfida che non possiamo perdere, ma che dobbiamo, tutti insieme, affrontare con decisione. Il lavoro deve essere messo nuovamente al centro con politiche di investimento, formazione e tutela dei lavoratori. Per governare la transizione ed evitare che sia percepita come una minaccia, si devono costruire ulteriori occasioni di confronto, ascoltare le parti sociali, raccogliere le esigenze reali di chi ogni giorno vive le fabbriche, le aziende, i territori. È questo il ruolo della politica che deve rappresentare un punto di raccordo tra il livello nazionale e quello locale, trasformando le criticità in proposte, avviando soluzioni concrete. Azione mantiene il suo approccio pragmatico e di dialogo, lo fa anche in Piemonte, una terra che non deve essere messa in secondo piano ma che ha bisogno di ripartire attraverso l’unità istituzionale, sindacale e rafforzando il valore delle fabbriche: il cambiamento riparte anche dalle certezze, come per esempio Mirafiori, che deve operare al massimo del suo potenziale per sostenere l’intero indotto. Noi faremo la nostra parte a sostegno dei lavoratori e dell’intero tessuto industriale. 

Ringrazio Sara Rinaudo, segretaria generale Fismic Confsal Piemonte e Tania Basso, componente della direzione nazionale con cui continuiamo a confrontarci sulle tematiche del lavoro nella nostra regione” - ha concluso Ruffino.




Ruffino (Azione): “Da noi concretezza e soluzioni, così andremo avanti a Torino”

“Una stagione congressuale è sempre impegnativa. Ancora di più lo è per una forza politica come Azione che i congressi li costruisce attorno a piattaforme di concretezza, con lo sguardo rivolto a cercare soluzioni innovative e di ampio respiro ai problemi quotidiani”. 

Lo ha dichiarato Daniela Ruffino, deputata e segretaria di Azione in Piemonte, a margine dell’assemblea città metropolitana di Torino.

“Parole come lavoro, Europa, sanità non hanno un significato particolare se non si rivestono di indicazioni, percorsi e suggestioni sui modi nuovi di lavorare, sulle risposte flessibili e personalizzate ai problemi della salute o sulle strade nuove per declinare un europeismo altrimenti polveroso di retorica. Azione non rinuncia al ruolo di guastatore delle comode rendite di posizione di un bipolarismo utile solo ai grandi partiti, che è dannoso per gli interessi degli italiani” - ha proseguito Ruffino.

“Il congresso che si terrà nella città di Torino nel mese di maggio, deve rappresentare insieme un punto di arrivo e di partenza. Perché da un lato si definisce il perimetro della presenza di Azione a Torino e, dall’altro, si pone la base per consolidare un lavoro condotto con passione e impegno dai tanti amici, ragazze e ragazzi, che in Azione hanno scommesso come la migliore leva per il futuro” - ha concluso la deputata di Azione.

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