giovedì 23 novembre 2017

SANITÀ, RUFFINO (FI): SUL PARCO DELLA SALUTE IL CENTROSINISTRA È GIÀ IN RITARDO. SULL'OFTALMICO GIOCA UNA PARTITA AL FALLIMENTO





SANITÀ, RUFFINO (FI): SUL PARCO DELLA SALUTE IL CENTROSINISTRA È GIÀ IN RITARDO. SULL'OFTALMICO GIOCA UNA PARTITA AL FALLIMENTO



"Sul Parco della Salute il centrosinistra è già in ritardo rispetto alla tabella di marcia e soprattutto rispetto alle legittime aspettative dei malati. Sull'Oftalmico e in generale sul riordino a suon di tagli dell'Oftalmologia invece gioca dall'inizio del mandato una partita fallimentare che non porterà i risparmi sperati ma di sicuro produrrà disagi e inefficienze per l'utenza". 


Così la vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte  Daniela Ruffino che è intervenuta al convegno "La Sanità del Piemonte - conosciuta da pochi quella che funziona da molti quella che non funziona".

"Intanto però Saitta e il centrosinistra hanno mancato sulla loro promessa elettorale: potenziare l'intera rete ospedaliera, intensificare la manutenzione straordinaria dell'attuale Città della Salute e potenziare la rete territoriale. La riforma della rete ospedaliera sbandierata come la panacea di tutti i mali infine non ha ridotto le liste d'attesa che anzi, in alcuni casi, sono aumentate. C'è molto da fare in questo ambito soprattutto per quanto riguarda gli investimenti in nuove tecnologie, sulle assunzioni di personale e sul rinnovo in generale delle strutture sanitarie". 


Conclude Ruffino: "La Giunta ha un'unica idea chiara nel suo programma: distruggere l'Oftalmico di via Juvarra che è diventato il feticcio su cui scaricare ogni colpa e ogni inefficienza. Noi non siamo innamorati dei muri dell'Ospedale, siamo preoccupati che non si sia puntato alla costruzione vera di un polo territoriale con ampia offerta oculistica, che non vi sia ancora chiarezza sugli spazi che dovrebbero ospitare la nuova struttura, che i medici scappino dalle attuali strutture o vengano allontanati per mesi dalla attività in sala operatoria rendendo più faticoso il rientro futuro in strutture ad alta complessità di operazioni. Altra certezza è l'aumento della mobilità passiva verso altre regioni italiane, di fatto aumentando i nostri costi sanitari".