RNEWS Comunicati stampa
DL FISCO: RUFFINO (Az) "MELONI RACCONTA LA FAVOLA DI UN PAESE CHE NON C’È"
"Un provvedimento in cui si affastellano misure diverse, lontano dalla realtà quotidiana di milioni di persone alle prese con mutui, malattie da curare per cui mancano i soldi, pagamento dei bollettini della luce e del gas da rinegoziare con le aziende. Dell’Italia vera, quella che “tira la carretta” con grande difficoltà non c’è neanche l’ombra.
La maggioranza non può pensare alle cose concrete perché quando guardano la realtà Meloni, Tajani e Salvini indossano occhiali diversi. La maggioranza è sempre più chiusa in se stessa, sente il vento gelido delle difficoltà economiche e sociali in arrivo e l’incognita di una nuova stagione di dazi commerciali. Per fronteggiare la realtà non bastano più gli occhiali rosa con cui la vede e la racconta Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio ci racconta la favola di un Paese che non c’è o se c’è esiste solo nella sua immaginazione".
Lo dichiara la deputata di Azione Daniela Ruffino.
Ponte Preti, Ruffino (Az): “Dal governo nessuna proroga, grave interrompere i lavori”
“Pochi giorni fa ho annunciato un’interrogazione al ministro Salvini sulla necessità di prorogare i lavori per il Ponte Preti oltre la scadenza del 31 dicembre 2024, sottolineando come l’opera sia strategica per collegare Ivrea e il Canavese occidentale. Nonostante gli inviti a trovare una soluzione, oggi il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture comunica che non ci saranno proroghe, con il conseguente rischio di perdere i fondi e di vedere interrotti i lavori per un collegamento cruciale nel territorio. Uno stop che il Canavese non può permettersi, sia per una questione di viabilità, sia, e soprattutto, di sicurezza. Mi auguro che il governo consideri nuovamente l’urgenza dell’opera, aprendo ulteriori tavoli di confronto per ottenere un risultato utile all’intera collettività. Continuerò a portare le istanze dei sindaci al Ministero auspicando che la politica, ancora una volta, remi nella stessa direzione”.
Lo dichiara in una nota la deputata e commissaria di Azione in Piemonte Daniela Ruffino, in merito alla risposta del Mit sulla situazione del Ponte Preti.
RUFFINO (AZ), SU UNICREDIT GOVERNO ESONDA, LASCI COMPITO A VIGILANZA
Dichiarazione dell’on. Daniela Ruffino:
Delle due l’una: se protesti con Berlino perché considera ostile la scalata di UniCredit a Commerzbank, non puoi protestare con UniCredit, campione europeo con radici italiane, che lancia un’offerta pubblica di scambio sulla Banca Popolare di Milano. Stupisce che un ministro avveduto come Giorgetti agiti la minaccia della Golden Power per impedire un’operazione i cui primi giudici sono il mercato e l’Autorità di vigilanza. Quanto all’italianità di Bpm è bene che Salvini veda il prospetto della Consob. Scoprirà che i primi soci della banca milanese a lui tanto cara sono la francese Credit Agricole con il 9,18% e il fondo americano BlackRock con il 5,04%. Tutti hanno applaudito il rapporto Draghi sulla competitività, forse non lo hanno letto o se lo hanno letto hanno pensato che fosse un romanzo e non il suggerimento a costruire campioni europei in tutti i settori. Il governo esonda e sbaglia. Lasci lavorare chi è istituzionalmente autorizzato.
RUFFINO, NON SI TRASFORMI MUSEO EGIZIO IN PREDA DI GUERRA
Dichiarazione dell’on. Daniela Ruffino, commissario di Azione in Piemonte:
Il Museo Egizio è uno dei gioielli delle rete museale italiana e nel mondo. Pensare di farne una preda di guerra fra le correnti politiche dentro Fratelli d’Italia è umiliante per quel partito e per il Museo. La conferma di Evelina Christillin alla presidenza della Fondazione è una scelta positiva per il Museo. Per lei parlano i risultati gestionali. Se qualche volta la politica mette sotto controllo la sete di potere a beneficiarne è l’Italia.
VIOLENZA DONNE: RUFFINO, SMONTARE E RISCRIVERE GERARCHIA VALORI
Dichiarazione dell’on. Daniela Ruffino (Azione):
Il femminicidio è la punta di un immenso iceberg le cui radici affondano in una cultura secolare fondata sui rapporti di forza, intendo quella fisica, ma soprattutto economica e sociale. È da smontare e riscrivere la gerarchia dei valori che vada oltre il concetto della donna “soggetto debole” da tutelare rispetto alle minacce di un mondo declinato al maschile.
Trovo giuste le misure a cui sta lavorando il governo laburista inglese, a cominciare dal numero verde contro le molestie sessuali consumate sui trasporti pubblici, o la stretta contro la diffusione della “droga dello stupro”, da arginare attraverso un’intesa con i gestori dei locali notturni come discoteche e pub. Siamo nel campo concreto della prevenzione, e dunque misure studiate ad hoc hanno il loro valore. È il modello culturale fin qui prevalente, però, che va messo in discussione. Famiglie e scuola, cioè genitori e insegnanti, devono mettere in campo un confronto specifico sul tema della violenza di genere e insieme trovare gli spazi e il tempo per cambiare il senso della formazione. Mi aspetto dal governo iniziative di impatto immediato, sull’esempio del governo inglese, e altre, più intense e di più lungo periodo, da attivare attraverso la scuola e in tutte le occasioni formative. Chi vuole vedere nel dramma della violenza di genere una delle conseguenze del massiccio numero di immigrati sa bene di manipolare la realtà e perfino di giustificarla. I 99 femminicidi compiuti nel 2024 sono avvenuti all’interno delle sempre meno rassicuranti mura domestiche. Lì devono intervenire scuola e famiglia, a loro il governo deve fornire gli strumenti adeguati per combattere una piaga secolare.