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RUFFINO (AZ), LO RUSSO HA CAPITO, ASKATASUNA È UN MALE COMUNE
Dichiarazione dell’on. Daniela Ruffino, segretaria regionale di Azione:
È una buona cosa la delibera del Comune di Torino che revoca dall’elenco dei beni comuni l’immobile di Corso Margherita che ospitava il centro sociale Askatasuna. Sia pure con ritardo poco comprensibile, il sindaco Lo Russo ha preso la decisione che ogni torinese si aspettava. Askatasuna non è mai stato quel centro capace di raccogliere le istanze sociali che sfuggono alla politica per tradurle in proposte. È stato per decenni il motore di violenze nel nome di una contestazione radicale contro le istituzioni locali e nazionali. Askatasuna è diventato il “male comune” che ha reso un inferno la vita quotidiana dei torinesi e impedito ogni serio e concreto confronto sulle difficoltà sociali che non mancano a Torino.
La decisione del sindaco giunge, non per caso, pochi giorni prima della manifestazione annunciata da Askatasuna per il 31 gennaio. Il mio auspicio è che la manifestazione non degeneri, come troppo spesso è accaduto, nelle consuete e intollerabili scene di violenza. Nessuno vuole trasformare Torino in Minneapolis, ma questo dipenderà molto dal comportamento civile dei manifestanti.
Scuola, Ruffino (Az): “Metal detector inutili senza un vero progetto educativo”
"Dopo la drammatica uccisione di Aba Youssef e la proposta di installare metal detector nelle scuole, Azione chiede un’informativa urgente al ministro Valditara per capire se questa opzione sia accompagnata da altre misure e se esista dunque un progetto globale. In assenza di una visione complessiva, il rischio è quello di fallire.
Non possiamo perdere altro tempo: la violenza tra i giovani è sempre più crudele, con episodi che si susseguono da nord a sud del Paese. Vediamo ragazzi che sfuggono alle famiglie e mettono in crisi l’istituzione scolastica, che invece dovrebbe avere il compito primario di educare".
Lo dichiara Daniela Ruffino, deputata di Azione, intervenendo in Aula alla Camera per chiedere un’informativa urgente al ministro dell’Istruzione e del Merito.
"Abbiamo già espresso forte preoccupazione anche sul tema dell’educazione affettiva: che percezione hanno di sé i nostri ragazzi? Danno valore alla vita? Vengono adeguatamente sostenuti nel loro percorso di crescita? Ci aspettiamo un piano organico che permetta ai giovani di vivere pienamente l’adolescenza, non di assistere o partecipare a scene di morte, violenza e sopraffazione, fino a non distinguere più tra realtà e brutalità quotidiana.
Il metal detector può essere anche uno strumento utile, ma da solo non basta: servono correttivi educativi, culturali e sociali per restituire dignità ai ragazzi, alla scuola e alle famiglie" - conclude Ruffino.
