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RUFFINO (AZ), TORINO È DENTRO L’EMERGENZA SICUREZZA

Dichiarazione dell’on. Daniela Ruffino, segretaria regionale di Azione in Piemonte:

 Sarebbe un grave errore minimizzare quanto accade da alcuni mesi a Torino sul piano della sicurezza. Una lunga catena di violenze, di natura politica o riconducibili al bullismo delle bande giovanili, ha fatto impennare il senso di insicurezza nella città e in alcuni quartieri più di altri socialmente esposti, come può essere Barriera Milano. L’ultimo episodio, l’aggressione subita da Ivan, figlio di una famiglia peruviana, picchiato selvaggiamente da un gruppo di sedicenni.

     Come sempre più spesso accade, la diffusione di comportamenti violenti, soprattutto fra i giovani, ha una duplice dimensione: da un lato l’emarginazione sociale, che coincide talvolta con la reclusione in quartieri stigmatizzati, dall’altro lato il livello sempre troppo alto di indulgenza se non proprio di comprensione per quei fenomeni di violenza politica che a Torino hanno il volto e i simboli di Askatasuna. Su questo terreno la giunta comunale ha fatto troppo poco. È sotto il profilo della prevenzione, purtroppo, che si accumulano ritardi colpevoli: a Torino occorre uno sforzo istituzionale maggiore, con un deciso intervento sotto il profilo educativo aumentando anche il coinvolgimento di scuole e associazioni. Proponendo alternative a livello sociale sarà possibile salvare i ragazzi e frenare un declino non più tollerabile.



MONTAGNA: RUFFINO (AZ), CALDEROLI TRASFORMA PIEMONTE IN REGIONE MARINA

Dichiarazione dell’on. Daniela Ruffino, segretaria regionale di Azione in Piemonte:

     Il ministro Calderoli abbia il buon senso di non usare l’altimetria come strumento di lotta politica. La sua legge sulla montagna, alimentata da un fondo esiguo, non può contenere una revisione arbitraria delle quote altimetriche per stabilire quando un Comune è montano, e quindi ha accesso al fondo. Secondo la statistica storica del 1952, aggiornata da Uncem nel 2021, il Piemonte conta 330 Comuni montani. La grande maggioranza di essi, situati ad altezze appenniniche, con le quote altimetriche rivisitate da Calderoli non avrebbe più accesso al fondo per la montagna. Non voglio credere che il ministro abbia agito per favorire una regione contro le altre. Rimane il fatto che tanta arbitrarietà nelle decisioni è intollerabile. Meglio sarebbe se il ministro riuscisse a rimpinguare il fondo con risorse più adeguate anziché escludere centinaia di Comuni e trasformare il Piemonte in una regione marina.

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